Indonesia 2017: profumi, sapori e pace

Indonesia 2017: profumi, sapori e pace

Indonesia 2017: profumi, sapori e pace

Per noi il 2017 è stato un anno di cambiamenti e scoperte: a marzo finalmente, dopo lunghi lavori e tanta pazienza abbiamo concretizzato il nostro sogno, quello di vivere insieme e avere una casa tutta nostra e in particolare, una cucina sempre a disposizione!

Da allora abbiamo fatto passi da gigante definendo così il nostro stile alimentare non dovendo più badare ai nostri genitori con troppi punti di domanda su quello che mangiamo.

Tutto quello che per noi era “sconosciuto” è passato nella nostra cucina: rape, topinanbur, sedano rapa, soia, barbabietole, bulgur, e tante altre cose che per cultura non avevamo mai gustato nè noi e nemmeno la nostra famiglia!

Quanto cibo pur essendo alla portata dei nostri carrelli non abbiamo mai avuto l’opportunità di provare forse perché pensiamo che sia troppo “strano” rispetto a quello che abbiamo sempre mangiato?

Nella seconda parte dell’anno abbiamo deciso di fare un viaggio, quelli dove prendi uno zaino, poche cose al suo interno, un po’ di coraggio e un aereo che ti porta dall’altra parte del mondo: destinazione Indonesia.

La scoperta di “un altro mondo” è stata illuminante, non è stato come il viaggiare qui in Europa o come spostarsi in Italia con il nostro vecchio mini camper di città in città, ma è stato uscire totalmente dalla nostra comfort zone ed esplorare il nuovo solo con le nostre capacità e la voglia di imparare.

Quello che ci passava per la testa era: chissà come saranno le persone, chissà cosa pensano, chissà in cosa credono e …chissà cosa mangiano!

Così partiamo. L’adrenalina e la gioia di voler essere già a Jakarta non ci ha fatto chiudere occhio sull’aereo. Arrivati. Scendiamo e percepiamo subito una energia mai sentita prima.

Gli odori, lo smog, le persone, la serenità ci pervade e ci sentiamo tutt’uno nel posto in cui siamo.

 

Tutto quello che pensavamo di sapere (fino a quel punto) è stato stravolto da tutte queste sensazioni, tutto diverso, tutto da scoprire.

 

Tra i diversi capogiri dovuti al jet-lag ci addentriamo nella città, ma non prima di aver gustato i veri Mie Goreng asiatici in hotel, totalmente diversi da quelli che avevamo mangiato qui in Italia: le verdure al vapore, la salsa di soia, gli spaghettini fatti sul momento e la gioia di essere lì, presenti, li hanno resi i migliori di tutto il viaggio.

 

 

Gli odori che pervadono le strade sono un miscuglio tra smog e spezie provenienti dai warung, i piccoli venditori street-food che si trovano in ogni angolo, dove la gente locale pranza o fa uno spuntino con poche rupie mangiando con le mani com’è normale che sia.

 

Citronella, zenzero, salsa di soia, coriandolo, cumino e peperoncino erano all’ordine del giorno nei piatti locali e non ci abbiamo messo molto tempo ad amarli!

 

Nel nostro viaggio abbiamo fatto diverse tappe partendo da Jakarta la capitale rumorosa, Bandung città simile alla precedente ma di dimensioni ridotte, Pangandaran colpita dallo tsunami nel 2006, Yogyakarta la capitale della cultura indonesiana e infine, Bali con Denpasar, Ubud, Kuta e Ghili Air.

 

A Pangandaran abbiamo avuto la possibilità di pranzare con alcune persone locali assaporando i veri profumi e sapori della cucina fatta in casa: non dimenticheremo mai il riso al vapore aromatizzato con le foglie di citronella raccolte poco prima di prepararlo, o il tempeh che veniva accompagnato dal piatto tradizionale gado-gado e terremo sempre nel cuore le magnifiche persone che abbiamo incontrato quel giorno.

 

 

Agli sgoccioli di questo viaggio abbiamo pensato: perché non racchiudere e imparare realmente tutto quello che abbiamo gustato con un cooking class a Kuta?

 

Ringraziamo ancora oggi il proprietario e lo staff del Royal Singosari che ci hanno fatto vivere quest’esperienza meravigliosa all’ultimo piano dell’hotel con lo chef Ketut e una cucina tutta a nostra disposizione.

 

 

Imparare le basi della cucina indonesiana è stato il regalo più bello da portare nella nostra terra per far assaggiare e assaporare gusti lontani e sconosciuti.

 

Ecco i piatti che abbiamo imparato:

Tempeh Manis clicca qui

I buonissimi Mie Goreng clicca qui

 

Ritrovarsi davanti ad un piatto non nostro, con gusti completamente diversi ci ha fatto comprendere quanto si possa imparare da una cultura differente dalla nostra, e non solo a livello culinario.

 

La tranquillità e la serenità delle gente indonesiana hanno reso questo viaggio unico, anche il sorriso delle persone più sfortunate penetrava e ci dava un senso di unione facendoci capire un po’ di più a cosa assomiglia veramente la felicità.

 

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Al prossimo viaggio!



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